Sportello DSA - BES

Lo sportello DSA e BES dell'Istituto Comprensivo Minozzi. Festa è coordinato , per quanto riguarda la Scuola Secondaria di I grado Nicola Festa dall'insegnante Bruna Bottarini , per la Scuola dell'Infanzia e Primaria dall'insegnante Clara Vizziello entrambi Funzione Strumentale dell'Area 3 - Asse inclusione.

Compiti del referente DSA -  BES

  • Sostenere l’azione didattica dei colleghi
  • Diventare un punto di riferimento per la consulenza e il riconoscimento degli indicatori di rischio rispetto ad un DSA o a un ragazzo BES
  • Essere in grado di suggerire ai colleghi strategie opportune
  • Promuovere e coordinare azioni di sceening per l’individuazione precoce di soggetti a rischio
  • Saper valutare l’opportunità di un invio dei soggetti a rischio ai servizi sanitari locali
  • Gestire incontri con i genitori degli alunni DSA - BES o con sospetto DSA - BES

 

 

“D S A” = DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO


(tratto dall'Angelo ferito) clicca e leggi

Professore/essa
perché mio figlio non sa leggere?
perché scrive con molti errori ?
perché la sua grafia è spesso illeggibile
perché non ricorda mai le tabelline?
perché non sa fare semplici calcoli a mente?
perché non impara le procedure di un algoritmo?                
perché “odia” le materie orali e, in particolare, le lingue straniere?                     
perché, spesso, nell’esposizione orale il suo linguaggio non è fluido?
perché esegue prassie con molto impaccio?
perché appare sempre distratto?
perché torna a casa sfinito e con mal di testa?
perché non dorme di notte se il giorno dopo c’è compito o interrogazione?
perché non ama la scuola?

Eppure le garantisco, il ragazzo è intelligente, studioso, desideroso di soddisfare insegnanti e genitori.

L’insegnante, in passato, non avendo strumenti, non poteva che rispondere: “probabilmente la scuola non è fatta per lui. In classe è sempre distratto è preferibile che impari un mestiere”. Lo psicologo, invece, ipotizzava: “il ragazzo ha problemi di relazione con la famiglia e gli insegnanti, è bloccato emotivamente, è necessario rivedere l’approccio docentediscente, il rapporto con la famiglia e, in particolare, con la madre”.

La ricerca, finalmente, ha posto fine a interrogativi che, per anni, hanno disorientato la scuola e turbato le famiglie. Oggi questi disturbi sono convenzionalmente identificati con l’acronimo “DSA” (disturbo specifico di apprendimento) e indica un disturbo delle abilità scolastiche, con specifico dominio in un particolare settore, senza intaccare l’intelligenza generale.

Così parleremo di:


Questi disturbi possono presentarsi isolati ma, più spesso, sono presenti contemporaneamente perché fra loro c’è comorbilità. Ciò significa che l’alunno dislessico, oltre a problemi di lettura, può presentare difficoltà nel calcolo, nella memorizzazione delle procedure e nella scrittura. Molti usano dire che la Dislessia, per questa sovrapposizione di problemi, è un disturbo di lettura, scrittura e calcolo. Ma gli insegnanti, che amano definire con la precisione maggiore possibile i problemi, sanno bene che tale definizione è impropria.
Il prof. G. Stella, studioso dei problemi di apprendimento, la definisce così nei suoi testi: “LA DISLESSIA È UN DISTURBO SPECIFICO, SETTORIALE DI LETTURA” Il termine “settoriale”, in seguito, ci aiuterà a capire il comportamento del dislessico.


 

 

 

 Come si manifesta(tratto dall'Angelo feritoclicca e leggi
La dislessia si può presentare con modalità molto diverse da soggetto a soggetto. In relazione alla decodifica del testo scritto, le caratteristiche più comuni sono:
•  Scarsa discriminazione dei grafemi diversamente orientati nello spazio:
difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati: p/b; d/q; u/n; a/e; b/d;  incertezze e difficoltà di  discriminazione determinano un vero e proprio impedimento alla lettura
•  Scarsa discriminazione dei grafemi che differiscono per piccoli particolari:
difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze: m/n; c/e; f/t.
•  Scarsa discriminazione dei fonemi sordi e sonori:
difficoltà nel discriminare fonemi simili dal punto di vista percettivo-uditivo: f/v; t/d; p/b; c/g; l/r; m/n: s/z;
•  Difficoltà di decodifica sequenziale:
nella lettura lo sguardo procede in direzione sinistra-destra e dall’alto in basso. In questo movimento il soggetto dislessico può saltare parole o passare da un rigo all’altro. Può omettere grafemi e sillabe (legge fume anziché fiume; puma al posto di piuma). Spesso omette sillabe per cui tavolo diventa talo; papavero diventa paro.
Può invertire sillabe per cui legge li al posto di il;  legge al posto di la; ni al posto di in. Oppure aggiungere e ripetere sillabe.

   I problemi di orientamento si ripercuotono nella scrittura e, in particolare, nella copiatura dalla lavagna. Il soggetto cerca di mascherare il problema sostituendo nella lettura il processo di decodifica con quello intuitivo. L’intuizione però spesso è fonte di errori perché l’alunno codifica il primo grafema o la prima sillaba e inventa il seguito. (es. legge pidocchio al posto di pinocchio). La parola, naturalmente, cambia di significato e la comprensione del testo viene vanificata. Questi errori vengono definiti di anticipazione.

 

Segnali predittivi(tratto dall'Angelo feritoclicca e leggi

   Le difficoltà di linguaggio potrebbero essere segnali predittivi di un disturbo dislessico, specie se permangono anche dopo i quattro anni. I segnali più evidenti sono:

   Nella scuola dell’infanzia

-  confusione di suoni (s/z – r/l – p/b)
-  frasi incomplete
-  scarsa abilità nei giochi linguistici
-  scarsa abilità nell’inventare storielle
-  scarsa abilità nel memorizzare canzoncine e filastrocche
-  difficoltà di attenzione
-  difficoltà di copiare un modello dato
-  difficoltà nel ripetere una sequenza
-  disordine nello spazio del foglio
-  confusione nelle indicazioni di direzione ( dest./sin. sopra/sotto ecc.)
-  manualità fine difficoltosa (goffaggine accentuata nel vestirsi, allacciarsi le scarpe, riordinare)
-  difficoltà a ripetere una sequenza ritmica e a mantenere il tempo

   Nella scuola elementare il bambino
-  impara a leggere e a scrivere con ritardo
-   inverte numeri e lettere ( 15/51); (b/d)
-  memorizza con difficoltà l’ordine alfabetico, le tabelline, i giorni della settimana, i mesi dell’anno
-  difficoltà nel leggere l’ora
-  difficoltà nel calcolo
-  impiega molto tempo per l’esecuzione dei compiti
-  ha difficoltà a copiare dalla lavagna o dal testo
-  è disorganizzato a scuola e a casa
-  ha difficoltà a saltellare e a colpire il pallone


   Nella scuola media:
   Permangono i disturbi della scuola elementare con difficoltà aggiuntive nell’esposizione orale. L’alunno dislessico spesso perde il filo del pensiero e dopo aver tanto studiato riesce ad esporre un contenuto solo in forma  essenziale. Questi disturbi tendono a ridursi verso la terza media. Sempre ostico, invece,  rimane lo studio delle lingue straniere poiché queste non presentano, come per la nostra lingua, una mappatura fonologica trasparente.

Sono presenti anche disturbi a:

 livello visivo:
-  vede le lettere di una parola muoversi, diventano più grandi o più piccole,
-   i numeri e le lettere si capovolgono

 livello uditivo:
- presenta problemi di pronuncia
- sente rumori inesistenti e non sente quelli reali
- percepisce suoni in modo troppo forte o troppo debole
- sente girargli la testa, prova nausea, non riesce a star fermo, evidenzia iper o ipoattività

Il nostro Istituto Comprensivo ha partecipato

nell'a.s. 2016/2017 al corso di Formazione

"DISLESSIA AMICA"

    MAPPE CONCETTUALI